[Google translation] Rarely, if ever, as in this moment, we have witnessed so many misconceptions and misunderstandings between our two companies. My deepest hope is that events of this magnitude encourage and enhance the interest and appreciation of the heritage of civilization that we share and increase knowledge and respect between peoples and cultures.

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Google translation — Click here for the original in Italian

[I] am particularly pleased that the city of Parma guests in a setting so rich and valuable history of what is the Palazzo della Pilotta, the first exposure of a large and varied collection of works of Islamic art, from the collections designed to be exposed in the future Aga Khan Museum in Toronto.

The city of Parma is a very important place in the world of culture and its history is marked by the works of excellence, especially in painting, architecture and music. For all these reasons I accepted the privilege of chairing the Committee of Honor Foundation Music Capital of Parma, who was the driving force behind this exhibition and presentation, at the same time, a series of concerts of music of Central Asia , proposed by the Aga Khan Music Initiative in Central Asia. In parallel, the University of Parma has organized conferences on architecture and conservation of cultural heritage in the Islamic world, another subject of great interest to the Aga Khan Trust for Culture. We can therefore say that today Parma, a town of Correggio, Parmigianino, Giuseppe Verdi and Arturo Toscanini — to mention only some of its greatest artists — has a great Festival of Arts and Islamic cultures.

The importance of these events, in a period when the West poses many questions about Muslim cultures, is that we have been granted the patronage of the President of the Italian Republic and the Patronage of the Ministry for Arts and Culture and the Ministry of Foreign Affairs: This is an expression of interest and support for which I express my gratitude. Rarely, if ever, as in this moment, we have witnessed so many misconceptions and misunderstandings between our two companies. My deepest hope is that events of this magnitude encourage and enhance the interest and appreciation of the heritage of civilization that we share and increase knowledge and respect between peoples and cultures.

Over a thousand years ago my ancestors, the Fatimid Imam, have promoted the patronage of the arts, have created great works of art collections and libraries of manuscripts, rare and important. Part of that cultural heritage, along with treasures from other periods of Muslim history, now finds herself in various places in Italy, especially in Sicily.

[Google translation] Show Splendours at Court, presented here, has no ambition other than to allow an overview of the vast area of the arts in Muslim cultures, in their different expressions…

Show Splendours at Court, presented here, has no ambition other than to allow an overview of the vast area of the arts in Muslim cultures, in their different expressions: manuscripts and illuminated pages, paintings, ceramics, wood and metal furniture, fabrics. The language of art, especially when inspired by the spirituality, can be a communication tool that transcends and overcomes barriers. Show This assumes a significance particularly relevant in an age so much in need of enlightened encounters among faiths and cultures.

My uncle, Prince Sadruddin Aga Khan, was a great collector of manuscripts and miniatures, and I hope that visitors remain impressed by the exceptional quality of the Qur’anic material and works on parchment and paper presented in the exhibition. For several years, I have personally helped to increase the collection and also be a new collection of objects that allow, in my opinion, to understand some of the aesthetic values that underlie the arts of the Muslim world and humanistic traditions of Islam. Within a few years, as I already mentioned, will be built in Toronto, Canada, a museum that will house these collections in order to offer unique opportunities for study and a new perspective on Islamic civilization and cultural ties that intertwine over time, together all of us.

The works on display in this exhibition span over a thousand years of history. Over the centuries, there were periods of great cooperation and harmony, for the benefit of all. It is my desire that this is also our future course.

Original in Italian

Sono particolarmente lieto che la città di Parma ospiti, in una cornice tanto pregevole e ricca di storia qual è il Palazzo della Pilotta, la prima esposizione di un nutrito e variegato insieme di opere d’arte musulmana, provenienti dalle collezioni destinate a essere esposte nel futuro Museo Aga Khan a Toronto.

La città di Parma occupa un posto molto importante nel mondo della cultura e la sua storia è contrassegnata da opere di eccellenza, in particolare nella pittura, nell’architettura e nella musica. Per tutti questi motivi ho accettato il privilegio di presiedere il Comitato d’Onore della Fondazione Parma Capitale della Musica, che è stata la forza trainante di questo progetto espositivo e della presentazione, in contemporanea, di una rassegna di concerti di musica dell’Asia centrale, proposti dall’Aga Khan Music Initiative in Central Asia. Parallelamente, l’Università di Parma ha organizzato convegni sull’architettura e sulla conservazione dei beni culturali nel mondo islamico, altro tema di grande interesse per l’Aga Khan Trust for Culture. Si può dunque affermare che oggi Parma, la città del Correggio, del Parmigianino, di Giuseppe Verdi e di Arturo Toscanini – per citare solo alcuni tra i suoi più grandi artisti – ospita un grande Festival delle arti e delle culture islamiche.

L’importanza di questi eventi, in un periodo in cui l’Occidente si pone numerose domande sulle culture musulmane, è tale che ci è stato concesso l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero degli Affari Esteri: si tratta di una manifestazione di interesse e di un sostegno per i quali voglio esprimere tutta la mia gratitudine. Raramente, o forse mai come in questo momento, abbiamo assistito a così numerosi fraintendimenti e incomprensioni tra le nostre società. La mia più viva speranza è che manifestazioni di tale portata favoriscano e accrescano l’interesse e l’apprezzamento nei confronti dei patrimoni delle civiltà che condividiamo e incrementino la conoscenza e il rispetto tra i popoli e le culture.

Oltre mille anni fa i miei antenati, gli Imam fatimidi, hanno promosso il mecenatismo delle arti, hanno creato collezioni di eccezionali opere d’arte e biblioteche di manoscritti rari e importanti. Parte di quel patrimonio culturale, unitamente ai tesori provenienti da altri periodi della storia musulmana, si trova oggi in diversi luoghi in Italia, in particolare in Sicilia.

La Mostra Splendori a Corte, qui presentata, non ha l’ambizione di consentire altro che una visione d’insieme del vasto ambito delle arti nelle culture musulmane, nelle loro più diverse espressioni: manoscritti e pagine miniate, pitture, ceramiche, suppellettili in legno e in metallo, tessuti. Il linguaggio dell’arte, soprattutto quando è ispirato dalla spiritualità, può essere uno strumento di comunicazione che trascende e supera le barriere. Questa Mostra assume dunque un significato particolarmente rilevante in un’epoca che ha tanto bisogno di incontri illuminati tra varie fedi e culture.

Mio zio, il Principe Sadruddin Aga Khan, era un grande collezionista di manoscritti e miniature e mi auguro che i visitatori restino colpiti dalla eccezionale qualità del materiale coranico e delle opere su pergamena e carta presentati nella Mostra. Da alcuni anni, ho personalmente contribuito ad accrescere la collezione e a costituire anche una nuova raccolta di oggetti che consentono, a mio parere, di comprendere alcuni dei valori estetici che sottendono alle arti del mondo musulmano e le tradizioni umanistiche dell’Islam. Nel giro di pochi anni, come ho già accennato, sorgerà a Toronto, in Canada, un museo che ospiterà queste raccolte allo scopo di offrire occasioni uniche di approfondimento e una nuova prospettiva sulle civiltà islamiche e sui legami culturali che, intrecciandosi nel tempo, uniscono tutti noi.

Le opere esposte in questa Mostra abbracciano oltre mille anni di storia. Nel corso dei secoli, ci furono periodi di grande collaborazione e armonia, a beneficio di tutti. È mio vivissimo desiderio che questo sia anche il nostro cammino futuro.

His Highness the Aga Khan IV

SOURCES

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